(21/2/2008) Continua a crescere il numero di iscrizioni alla Bavisela 2008, distribuite tra la “9.a Maratona d’Europa”, la “13.a Maratonina Europea dei due Castelli” e la “Bavisela” non competitiva.
Particolarmente significativo l’aumento rispetto alle scorse edizioni delle adesioni giunte dall’estero, con un deciso incremento dei partecipanti provenienti da diverse località del Nord Europa: per la maratona sono infatti in arrivo a Trieste numerosi sportivi da Norvegia, Svezia e Finlandia.
Anche i vicini sloveni e croati fanno già registrare una crescita del 30% rispetto all’anno scorso.
E’ stato inoltre registrato un aumento sensibile degli iscritti dagli Stati Uniti, molti dei quali lavorano e vivono nelle vicina base di Aviano e parteciperanno, in buona parte per la prima volta, alla Bavisela.
Tra le ultime iscrizioni è degna di nota quella di un gruppo dalla Nuova Zelanda, composto sia da italiani trasferitisi nel lontanissimo Paese che da autentici “kiwi” neozelandesi.
Dopo questa adesione giunta dall’altro capo del mondo i numerosi sportivi iscritti da Francia, Germania, Austria e Svizzera sembrano proprio vicini di casa.
Questa grande affluenza dall’estero aiuta a compensare l’aria di crisi che si inizia a percepire nel panorama italiano, come riferisce anche il presidente della Bavisela Enrico Benedetti, sia per la proliferazione di nuove gare che tendono a far diminuire il numero di partecipanti alle singole manifestazioni, ma anche per l’effettiva carenza di talenti che purtroppo si riscontra nel nostro Paese, dove sembra mancare il ricambio generazionale per grandi atleti come Baldini, che chiuderà la carriera dopo le Olimpiadi di Pechino, o come Giacomo Leone, storico vincitore della maratona di New York, o altri atleti come Caimmi, Goffi, Ingargiola e lo stesso Michele Gamba che ha annunciato il suo ultimo anno di attività.
Anche lui si è dimostrato preoccupato per la situazione del fondo italiano ed europeo in generale: “nel vecchio continente mancano le problematiche che nei paesi poveri spingono i giovani a cercare il successo nella corsa, come per esempio in Etiopia che è una delle nazioni più povere del mondo.
Non vuol dire necessariamente che gli italiani non hanno la possibilità di emergere ma a livello mondiale si trovano davanti ad una realtà particolarmente competitiva”.
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(Un atleta straniero alla Bavisela 2007)
Nel frattempo si continua a seguire con attenzione anche l’evolversi della guerra civile in Kenya, che non ha risparmiato il mondo sportivo con le morti di Lucas Sang (membro della 4x400 finalista a Seul) e del maratoneta Wesley Ngetich (colpito al petto da una freccia avvelenata), o infine con l’attacco a colpi di machete al campione del mondo di maratona Luke Kibet.
Difficile pensare che gli atleti keniani possano pensare ad allenarsi in momenti di simile tensione, spesso anche impossibilitati ad allontanarsi dal loro Paese.
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