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Ultima stagione agonistica per Michele Gamba
Intervista: il sogno olimpico e l'impegno per la sua "Corri Trieste"

(12/12/2007) Dicembre è tempo di auguri ma anche di bilanci e progetti, l’incontro con un atleta come Michele Gamba è quindi un’ottima occasione per raccogliere il suo parere sullo stato di salute del fondo italiano e sulla veridicità di alcune voci che lo darebbero vicino alla conclusione della carriera.
“Nei giorni scorsi guardando la maratona di Firenze, da me vinta nel ‘99 con il primato della corsa, ho avuto l’impressione che ormai l’elite della maratona italiana sia arrivata alla fine di un ciclo che pure ha dato grandi soddisfazioni. Parliamo di atleti nati dal ‘71, da Baldini che chiuderà la carriera dopo le Olimpiadi di Pechino, al carissimo amico Giacomo Leone, vincitore della maratona di New York e 5° alle Olimpiadi di Sydney, o altri atleti come me del ‘72, come Caimmi, Goffi, Ingargiola…“
Ritieni dunque che questa generazione di maratoneti sia ormai vicina al capolinea?
“Per quanto mi riguarda proverò a raggiungere l’ultimo sogno che mi resta nel cassetto, stiamo parlando di una partecipazione alle Olimpiadi, a Pechino 2008, ma anche se non dovessi riuscirci ho deciso di ritirarmi da questa bellissima attività che è l’atletica leggera.
Quest’anno sarò meno dispersivo, diserterò i cross e mi concentrerò nelle gare su pista per puntare a questo obiettivo e chiudere in bellezza.
Conto di correre i 10.000 a giugno o luglio per tentare di stabilire il minimo per le Olimpiadi, in ogni caso avrò comunque motivo di essere soddisfatto della mia carriera perché più di così non potevo fare, ho investito tempo, denaro ed energie con sacrifici incredibili e in tutto quello che ho fatto ci ho messo veramente l’anima ed il cuore, andando ad allenarmi in ogni angolo del mondo dall’Africa all’America ed accumulando un bagaglio tecnico davvero invidiabile”.
Quali sono i risultati che ritieni più importanti nella tua carriera?
“Tra i risultati più significativi ci sono certamente la quinta miglior prestazione italiana sulla mezza Maratona con il tempo di 1h01’07’’ e la miglior prestazione italiana nei 20 Km in 58’09’’. Tra le distanze più brevi ricordo alcuni tempi di valore mondiale come il 13’23’’ sui 5.000 metri ed il 28’01’’ sui 10.000 metri che nel 2000 mi hanno portato a sfiorare la qualificazione alle Olimpiadi. Tra gli obiettivi più importanti centrati ci sono i titoli italiani nei 5.000 metri, nella mezza maratona e nel cross, e soprattutto i titoli mondiali nella mezza maratona e nel cross a squadre. Salire sul gradino più alto del podio con la medaglia al collo e sentire l’inno di Mameli è per me una delle emozioni più grandi, una soddisfazione che ti fa capire che hai fatto qualcosa di importante e non solo per te…”
Uno sguardo al futuro, oltre il sogno olimpico?
“Le Fiamme Gialle, il gruppo sportivo di cui faccio parte, mi hanno offerto la grandissima opportunità di seguire il settore giovanile a Roma, attività che ho iniziato già da un paio di mesi. Provo un grande piacere ad allenare i ragazzi ed è sicuramente allettante la prospettiva di proseguire l’impegno tecnico nei prossimi anni fino a giungere al settore assoluto.
Ma non dimentico Trieste, potrò anzi concentrarmi maggiormente per seguire la “Corri Trieste”, la corsa cittadina che considero la mia creatura e nell’ultima edizione ha visto ai nastri di partenza addirittura il campione olimpico Stefano Baldini.

Quest’anno spero di portare in piazza Unità anche il villaggio dell’Adidas con campi di calcio, basket e beach volley, sperando che le Istituzioni mi diano una mano.
Comune e Provincia mi hanno già rinnovato la loro completa disponibilità, ma questa volta spero di poter godere anche del concreto sostegno della Regione che nell’anno passato sembra aver concentrato le risorse nell’organizzazione dei Mondiali di mezza maratona, dove curiosamente lo stesso Baldini non ha corso e si è limitato a fare il cronista. Spero che il crescente valore della “Corri Trieste” venga finalmente riconosciuto a tutti i livelli per avere il supporto necessario a farla crescere ancora.”
Qualche considerazione sul mezzofondo triestino?
“Nel mezzofondo locale vedo molto bene lo junior Seppi, con dei buoni margini, ed anche Nasti, che investono molto, ma bisognerebbe investire ancora di più.
Sono riuscito a fare quello che ho fatto lavorando tantissimo, mi rendo conto che io magari venivo da una situazione per cui mi trovavo con le spalle al muro e non avevo altra possibilità per emergere.
Nel vecchio continente mancano le problematiche che nei paesi poveri spingono i giovani a cercare il successo nella corsa, come per esempio in Etiopia che è una delle nazioni più povere del mondo. Non vuol dire necessariamente che gli italiani non hanno la possibilità di emergere ma a livello mondiale si trovano davanti ad una realtà particolarmente competitiva.
Per fortuna esistono i campionati europei dove è ancora possibile vincere o raggiungere il podio, obiettivo che resta comunque di grande importanza”.




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