Bagolandia

Vittori primo nella Sky Marathon dell'Etna
Buona prova di squadra per i triestini del CAI CIM

(11/11/2007) Mentre diversi concittadini erano impegnati nella popolare maratona di New York un quanto mai vulcanico Bruno Vittori è invece andato a cogliere la vittoria in una maratona che si è svolta alle pendici dell’Etna, in un contesto che ben si addiceva alle sue caratteristiche permettendogli di coniugare la predilezione per la corsa con la grande passione per la montagna.
Il richiamo suggestivo dell’Etna Sky Marathon non poteva mancare di stuzzicare la competitività dei nostri atleti del CAI-Corsa In Montagna che hanno così deciso di organizzare la spedizione per partecipare alla singolare maratona in alta quota, ultimo appuntamento stagionale nel calendario della Federazione Sport Alta quota (FSA).
Dopo la partenza nei pressi del rifugio Sapienza Bruno "Bobo" Vittori ha preso il comando della gara insieme al bergamasco Marco Zanchi, vincitore della precedente edizione, dando vita ad un emozionante duello con diversi tentativi di allungo da parte di entrambi, senza mai riuscire a distaccare l’avversario.
I due maratoneti d’alta quota hanno quindi percorso insieme l’intero tracciato di 42 km lungo le strade forestali del parco dell’Etna, passando dalle temperature piuttosto rigide della partenza alla pioggia delle fasi conclusive, con squarci di sole che facevano risaltare il contrasto tra il bianco della prima neve sulla cima ed il nero della lava.
Giunti in prossimità del traguardo al rifugio Brunek c’è stato un ultimo tentativo di risolvere la questione con una volata finale, ma visto il perdurare della parità è bastato uno sguardo per decidere, negli ultimi metri, di darsi amichevolmente la mano e tagliare il traguardo insieme, dividendosi così la vittoria ed il nuovo record della manifestazione, 2 ore 56 minuti e 11 secondi, un tempo di tutto rispetto considerando il terreno dissestato, l’alta quota ed il dislivello complessivo di circa 900 metri, naturalmente in salita.



Hanno ben figurato anche gli altri componenti del CAI CIM, con Matteo Moro e Raffaele Bratina rispettivamente undicesimo (3h42'35'') e tredicesimo (3h43'51''), seguiti da Maurizio Tamplenizza al 23° posto in 4h21'22''.
Prima tra le donne la campionessa italiana della specialità Emanuela Brizio, con il tempo di 3h15’05”, che ha distaccato di venticinque minuti la francese Nataly Massard e di oltre un’ora la finlandese Sanna Kaartinen.
La corsa in alta quota, nota anche con il nome di skyrunning, si differenzia dall’usuale corsa in montagna (già disciplina della Federazione Italiana Di Atletica Leggera) proprio per le quote considerevoli in cui si pratica ed i dislivelli notevoli, talvolta con tratti innevati o ghiacciati e difficoltà alpinistica entro il secondo grado. E’ proprio Matteo Moro a fornire una spiegazione illuminante di questa diversità: “nelle gare di corsa in montagna si gira attorno alle montagne, noi invece ci passiamo sopra!”.




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