Stacca la spina con Bagolandia

Una "mezza" che vale il doppio
La corsa di un atleta non vedente insieme al suo amico accompagnatore

TRIESTE (23/9/2007) E’ normale che gli applausi scaturiscano copiosi per il primo arrivato, certamente è meno usuale che identico fervore sia riservato anche per i primi a partire.
Così è stato invece a Capodistria quando Guglielmo Boni, atleta non vedente, ed il suo accompagnatore Alberto Aruffo sono partiti con pochi secondi di anticipo rispetto al resto del gruppo proprio per evitare la bagarre iniziale e garantire un corretto avvio di gara.
Aruffo e Boni non sono nuovi ad esperienze del genere, infatti hanno già corso insieme per due volte la Bavisela, la CorriTrieste ed una 24x1 ora, ognuno con le proprie gambe ma entrambi con gli occhi di Alberto, che riesce a guidare il compagno servendosi di un laccio assicurato al polso.
Anche il riscontro cronometrico è stato di tutto rispetto, 1:34:05 per entrambi a dividersi la 69.a e 70.a posizione su un totale di oltre trecento partecipanti.
“Ringrazio Alberto” - dice Boni - “sono contentissimo di correre questa nuova gara che è stata egregiamente organizzata dal presidente dell’Evinrude, Graziano Ferlora, per me è stato veramente un piacere. Correre è bello e correre con lui ancora di più”.
Tra i due si è sviluppata una perfetta simbiosi che consente ad entrambi di correre al meglio: “il percorso è stato impegnativo però molto bello perché vario” – afferma Aruffo – “sottolineo il fatto che è stata organizzata molto bene e ho aprezzato soprattutto la chiusura del traffico che consente di gareggiare senza rischi e di concetrarsi maggiormente sulla tecnica di corsa e sulla prestazione”.
Boni racconta solo di un piccolo problema: “ho avuto qualche inconveniente con le scarpe che si sono slegate, ma a parte questi piccoli intoppi è andato tutto liscio, abbiamo preso un ritmo buono all’inizio, siamo stati abbastanza prudenti fino al 12°, da lì abbiamo iniziato a tirare un po’ più seriamente ed è uscita una prestazione che alla fine è risultata il mio primato personale, anche se di poco, venti secondi rispetto al precedente”.


(La partenza di Boni e Aruffo)

Un risultato molto positivo anche perché la fase conclusiva per loro è stata particolarmente impegnativa, con diverse curve e passaggi stretti che non erano agevolmente superabili in coppia: “nell’ultimo chilometro e mezzo non abbiamo potuto dare il massimo” – conclude Boni – “siamo stati più attenti al discorso guida che non a quello tecnico, nonostante tutto ne è venuto il primato personale quindi è andata molto bene”.




Atleticats... l'atletica triestina on-line

Redazione | Norme sulla privacy | Pubblicità